Coesistenza: la difesa guidata dalle OTA contro l'acquisizione dell'intelligenza artificiale – Analisi di SiteMinder
Mentre l'intelligenza artificiale inizia a rimodellare la distribuzione, l'ascesa degli agenti AI potrebbe segnare l'inizio della fine delle prenotazioni di terze parti?
Il settore dei viaggi è alle porte di una nuova era: con l'avvento di potenti agenti di intelligenza artificiale come "Operator" di OpenAI, in grado di semplificare le prenotazioni alberghiere per gli ospiti, la domanda è come si adatteranno le agenzie di viaggio online (OTA) e la distribuzione alberghiera nel suo complesso. In un recente post sul blog con approfondimenti di esperti del settore alberghiero, SiteMinder, la piattaforma leader mondiale per la distribuzione e il revenue alberghiero, propone che, in questa evoluzione, la coesistenza tra agenti di intelligenza artificiale e questi attori affermati nelle prenotazioni online sia la strada più probabile per la distribuzione.
Mentre l'intelligenza artificiale si sta affermando come strumento per creare offerte di viaggio personalizzate e persino per effettuare prenotazioni in autonomia, SiteMinder dimostra che le OTA rimarranno protagoniste chiave nell'era dell'intelligenza artificiale. Invece di scomparire, le OTA sono destinate a evolversi in data center altamente specializzati, portando l'iper-personalizzazione a un nuovo livello con l'aiuto di agenti di intelligenza artificiale in grado di raccogliere e fornire informazioni sulle prenotazioni agli ospiti per loro conto.
Simone Puorto, fondatore di Travel Singularity, offre un esempio nell'ambito dei prezzi iper-personalizzati: "Con più informazioni, potresti creare un prezzo per [Ospite A], quindi creare una tariffa per [Ospite B]. Questo diventerà più di una semplice gestione dei ricavi. Credo che diventerà una gestione del viaggiatore: ottimizzerai davvero per quella persona specifica, piuttosto che cercare semplicemente di creare caselle [in cui ordinarla]".
Sebbene l'iper-personalizzazione possa frammentare i profili degli ospiti – passando da ampi raggruppamenti demografici a preferenze individuali – e complicare la compatibilità dei dati in un settore già caratterizzato da un ecosistema tecnologico frammentato, le analisi del blog di SiteMinder suggeriscono che il naturale consolidamento degli strumenti di intelligenza artificiale potrebbe centralizzare queste tecnologie verso un'unica forma di intelligenza artificiale. Come suggerisce Thibault Catala, fondatore di Catala Consulting: "L'opportunità nei prossimi anni non sarà la frammentazione, ma la centralizzazione dei dati. E l'intelligenza artificiale lo consentirà perché sarà l'unica [cosa in grado] di gestire quella quantità di dati e di essere in grado di identificare quei diversi sistemi, cosa che attualmente non è possibile per l'uomo".
Oltre alla personalizzazione e all'elaborazione dei dati, si prevede che la potenza dell'intelligenza artificiale stimolerà ulteriormente l'innovazione tra le OTA e influenzerà ogni aspetto della distribuzione e del revenue management. Tuttavia, la sua adozione richiede un'attenta valutazione, in particolare per valutare la disponibilità degli ospiti ad abbandonare tecnologie e piattaforme obsolete per abbracciare le nuove, e se queste nuove soluzioni rispondano davvero alle esigenze più immediate dei revenue manager alberghieri.
Come osserva Howard Phung, consulente per la trasformazione digitale: "Il sentimento del settore è cautamente ottimista: gli hotel sono aperti all'intelligenza artificiale, ma vogliono assicurarsi che sia sicura, scalabile e facile da integrare senza interrompere le operazioni".
Per approfondimenti completi sull'evoluzione del rapporto tra intelligenza artificiale, OTA e futuro della distribuzione alberghiera, leggi l'analisi completa qui: Coesistenza: la difesa guidata dalle OTA contro l'acquisizione dell'intelligenza artificiale.