L'ascesa dell'"ingegnere dell'ospitalità": i sistemi scollegati costano agli operatori ore ogni settimana.
Un nuovo report di RMS e RoomPriceGenie rivela il costo reale della tecnologia alberghiera non connessa.
Le aziende del settore alberghiero perdono ore ogni settimana a causa di sistemi non funzionanti, sincronizzazioni fallite e problemi di dati, poiché la crescente complessità delle infrastrutture tecnologiche costringe gli operatori a pensare sempre più come " ingegneri dell'ospitalità ".
Questo è quanto emerge da un nuovo rapporto di ricerca congiunto di RMS, una piattaforma tecnologica leader a livello globale nel settore dell'ospitalità, e RoomPriceGenie, il pluripremiato sistema di gestione delle entrate.
La ricerca rivela che le aziende del settore alberghiero gestiscono ormai fino a 10 o più sistemi contemporaneamente, e persino le strutture più piccole ne utilizzano da quattro a sei. Tuttavia, i risultati mostrano che il vero problema non è il numero di strumenti. Anche le strutture che utilizzano solo da uno a tre sistemi segnalano continui problemi tecnici come tariffe errate, dati mancanti e sincronizzazioni non riuscite, evidenziando che sono le integrazioni deboli, e non il volume dei sistemi, a causare le difficoltà operative.
L'impatto sui team è significativo. Oltre l' 80% dei professionisti del settore alberghiero afferma che la tecnologia sta causando stress operativo. Il 42% dedica da una a tre ore a settimana alla risoluzione di problemi di sistema e di dati, e un quinto ne dedica quattro o più. Per il 5%, la cifra sale a oltre sette ore settimanali. Risoluzione di problemi tecnici.
Nonostante la crescente dipendenza dalla tecnologia, molte aziende del settore alberghiero e della ristorazione non possiedono ancora le competenze necessarie per gestirla efficacemente. Quasi il 70% degli operatori afferma che il successo oggi richiede sia competenze tecniche che di servizio, eppure il 25% non dispone di una risorsa dedicata alla supervisione della connettività dei sistemi. Le competenze del personale, la complessità dell'integrazione e il timore di interruzioni operative sono stati indicati come ostacoli principali al raggiungimento di migliori risultati operativi e di obiettivi aziendali più ampi.
Queste statistiche evidenziano la necessità per gli albergatori di adottare la mentalità dell '"ingegnere dell'ospitalità", ormai cruciale nell'attuale mercato turistico, sempre più competitivo e impegnativo. Invece di concentrarsi su singoli strumenti, questo approccio combina un'ospitalità orientata al servizio con una comprensione pratica dei sistemi, delle integrazioni e del flusso di dati per ridurre il lavoro manuale, migliorare le prestazioni e creare operazioni più resilienti.
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Sandrine Zechbauer, Chief Marketing Officer (CMO) di RMS, ha dichiarato: "Essere bravi nell'ospitalità non è più sufficiente. Gli operatori devono avere una mentalità orientata alla tecnologia. Il vero problema non è quanti sistemi un'azienda utilizza, ma quanto bene sono interconnessi."
"È qui che entra in gioco la mentalità dell''Hospitality Engineer'. Si tratta di combinare l'istinto per il servizio con una comprensione pratica delle integrazioni e dei dati, in modo che i team possano ridurre il lavoro manuale ed eliminare gli attriti operativi che li frenano."
Chas Scarantino, CEO di RoomPriceGenie, ha dichiarato: "La maggior parte degli operatori non si rende conto di quanti ricavi si perdono nell'intervallo tra i sistemi. Ogni ritardo significa mancati introiti, e troppo spesso questa perdita passa inosservata.
È questo che sta guidando il passaggio a una mentalità da "ingegnere dell'ospitalità". I team devono andare oltre il semplice utilizzo della tecnologia e iniziare a considerare come funziona, dove può fallire e come ottimizzarne i risultati. Eliminando la necessità di riconciliare manualmente i dati, risolvere i problemi e gestire sistemi scollegati, i team possono dedicare più tempo all'attuazione delle decisioni che guidano la redditività a lungo termine.
La sfida sta diventando ancora più urgente poiché le aziende del settore alberghiero cercano di adottare l'IA e l'automazione. Quasi il 70% degli operatori valuta la precisione dei propri dati a un livello appena Due o tre su cinque, mentre quasi il 20% gli assegna il punteggio più basso possibile. Senza dati puliti e affidabili, le aziende rischiano di non raggiungere gli obiettivi di automazione e intelligenza artificiale che molte stanno ora privilegiando.
Il report completo, "The Hospitality Engineer: Why every operator needs to think like a hospitality engineer", è disponibile per il download . Il report svela dove i sistemi non integrati stanno costando tempo e ricavi agli operatori, quali sono le cause del crescente divario di competenze tecnologiche e quali passi pratici sono necessari per realizzare strutture più connesse, efficienti e pronte per il futuro.